Ho rinunciato al patrimonio

di Vincenzo Olita

L’improbabile Presidente del Consiglio Luigi Di Maio ha presentato i suoi ministri come “Patrimonio dell’ Italia”. Due delle sue ministre, Interni e Difesa, sono accademiche del Link Campus University, prestigiosa privata università romana, nata nel 1999 con residui del mondo politico.

Nelle stesse ore Vladimir Putin, nel discorso sullo stato della nazione, ha presentato armi di nuova generazione che potenziano notevolmente il sistema di difesa russo. La ministra 5stelle della Difesa si autodefinisce una programme manager e si occupa di progetti di cooperazione in paesi post-conflict. Parliamo di due mondi lontani e distanti, tanto distanti. Forse non tanto dallo scialbo ruolo ricoperto dall’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini del Partito Democratico, già assistente del sindaco Walter Veltroni.

E’ superfluo continuare con gli altri pezzi del “nostro patrimonio”, credo sia chiaro che non ho votato né per i 5stelle, né per il PD.

Queste considerazioni sono volutamente inoltrate alle 23 del 4 marzo, perché in vent’anni il ruolo di Società Libera non è mai stato quello di convincere ed orientare sulla scelte elettorali, ma quello di ragionare su soluzioni utili all’affermazione di una società aperta e liberale.

“La società liberale non è prerogativa di alcun partito politico. E’ un obiettivo di significato più ampio e più globale. E’ più importante riflettere su cosa una società liberale richiede piuttosto che costruire un nuovo liberalismo”.

Profondamente convinto di questa affermazione di Ralf Dahrendorf, non credetti e non credo alle rivoluzioni liberali proposte, promesse e patrimonio di uno schieramento politico.

E’ superfluo continuare, credo sia chiaro che non ho votato per Forza Italia.

Penso che la politica e quindi i passaggi elettorali non debbano essere occasione di sistemazioni private che, in nome di fantasiose e generiche battaglie, presentate come nobili, si debbano concludere con affermazioni personali.

E’ superfluo continuare, credo sia chiaro che non ho votato per la lista di Emma Bonino.

Concordando anche con il Partito Radicale Transnazionale, ho quindi rinunciato al “patrimonio” offerto dal sistema dei partiti non andando a votare.

Newsletter – Anno XVIII – n. 362 del 4 marzo 2018

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