{"id":96,"date":"2018-01-17T11:31:22","date_gmt":"2018-01-17T11:31:22","guid":{"rendered":"http:\/\/lnx.societalibera.org\/wp\/?p=96"},"modified":"2018-01-22T21:05:02","modified_gmt":"2018-01-22T21:05:02","slug":"inflazione-al-2-un-miraggio-anche-il-q-e-e-stato-un-fallimento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lnx.societalibera.org\/wp\/2018\/01\/17\/inflazione-al-2-un-miraggio-anche-il-q-e-e-stato-un-fallimento\/","title":{"rendered":"Inflazione al 2%: un miraggio. Anche il Q.E. \u00e8 stato un fallimento."},"content":{"rendered":"<p><strong> di Mario Lettieri* e Paolo Raimondi**<\/strong><\/p>\n<p>Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, e la presidente della Federal reserve americana, Janet Yellen, nelle loro brevissime dichiarazioni prenatalizie hanno fatto a gara a parlare dell&#8217;inflazione che non c&#8217;\u00e8. Per loro una vera ossessione. A nostro avviso \u00e8 la dimostrazione della mancanza di una corretta valutazione della situazione economica e finanziaria nazionale e internazionale e dell&#8217;assenza di un virtuoso piano di rilancio economico che punti allo sviluppo e non solo alla crescita. La parola \u00abinflazione\u00bb \u00e8 stata ripetuta da entrambi ben 15 volte in un testo di 2 paginette. Yellen per\u00f2 batte Draghi 4 a 3 nella citazione del 2% di inflazione quale obiettivo da raggiungere per avere un&#8217;economia ben funzionante. Dal 2010 il target del 2% \u00e8 diventato un mantra ossessivamente ripetuto in tutte le salse.<br \/>\nNell&#8217;immaginazione di alcuni economisti di recente grido, il 2% d&#8217;inflazione sarebbe sinonimo di un&#8217;economia in movimento, dove aumentano gli investimenti, i consumi, i redditi delle famiglie e, dulcis in fundo, farebbe diminuire anche il debito pubblico che si svaluterebbe di anno in anno in rapporto a un pil inflazionato. Questa teoria \u00e8 stata totalmente sposata dalle banche centrali che da anni si danno da fare per far ripartire l&#8217;inflazione. Alcuni, per abbattere il debito pubblico, la vorrebbero al 4-6% annuo. Ci si scorda evidentemente che in un passato recente molti governi e molte famiglie in vari paesi hanno lottato contro l&#8217;iperinflazione del 15-20%.<br \/>\nL&#8217;inflazione \u00e8 una bestia selvaggia, innocua se ne parla soltanto, ma terribile e incontrollabile se si muove e comincia a galoppare.<br \/>\nCerto, anche la deflazione che abbiamo avuto per alcuni anni dopo la Grande Crisi \u00e8 un \u00abanimale\u00bb non meno pericoloso. Essa avviene quando l&#8217;economia si avvita su se stessa, con una diminuzione dei prezzi dovuta, in gran parte, alla riduzione dei consumi e dei bilanci pubblici, al crollo dei commerci internazionali e, di conseguenza, anche delle produzioni e dell&#8217;occupazione. La deflazione genera un immobilismo progressivo in cui tutti gli attori economici sono indotti a posticipare le decisioni d&#8217;investimento o di acquisto nella prospettiva che i prezzi possano scendere ancora. \u00c8 un processo che porta direttamente alla recessione.<br \/>\nL&#8217;obiettivo \u00abinflazione al 2%\u00bb \u00e8 il fratello gemello della politica monetaria espansiva del Quantitative easing di creazione di grande liquidit\u00e0 da parte delle banche centrali per acquistare titoli di stato e, soprattutto, i titoli cosiddetti abs, asset-backed-security in possesso delle grandi banche, che spesso sono di carattere speculativo e di bassa affidabilit\u00e0. Il programma avrebbe dovuto spingere il sistema bancario a concedere pi\u00f9 crediti alle imprese e alle famiglie che cos\u00ec avrebbero creato pi\u00f9 investimenti, pi\u00f9 ricchezza, pi\u00f9 consumi e, quindi, anche generato la desiderata inflazione del 2%.<br \/>\nGli anni passati di bassa inflazione hanno anche comportato tassi d&#8217;interesse molto bassi, vicini allo zero, che, secondo la teoria, avrebbero dovuto agevolare nuovi crediti per nuovi investimenti. Cos\u00ec non \u00e8 stato. Si \u00e8 trattato di due automatismi che non hanno funzionato. L&#8217;unico parametro che, invece, \u00e8 veramente cresciuto \u00e8 stato quello concernente i debiti pubblici e quelli delle imprese. L&#8217;altro parametro negativo \u00e8 stato quello dei salari bassi e della precariet\u00e0.<br \/>\nEvidentemente le banche centrali, soltanto con la politica monetaria e finanziaria, non riescono a influenzare gli andamenti macroeconomici, come ad esempio i prezzi del petrolio e delle altre materie prime. In verit\u00e0 secondo noi, non sono state nemmeno capaci di orientare i comportamenti del sistema bancario e della finanza.<br \/>\nAlla fine s&#8217;intuisce che il cosiddetto \u00abinflation targeting\u00bb pi\u00f9 che una teoria economica \u00e8 una politica dell&#8217;informazione. Da qualche tempo le banche centrali hanno fatto della loro comunicazione l&#8217;asse portante delle scelte economiche e monetarie, ritenendo che l&#8217;annuncio di alcuni paletti e degli obiettivi delle loro politiche fosse sufficiente a determinare comportamenti virtuosi nel complesso mondo bancario e finanziario.<br \/>\n\u00c8 arrivato il momento di ritornare ai sani principi dello sviluppo economico. Se l&#8217;economia privata stenta a muoversi, se il sistema bancario privato non fa rifluire sui mercati i soldi offerti gratuitamente dalle banche centrali, occorre creare nuovi canali di credito.<br \/>\nA proposito, in Europa che fine hanno fatto i project bond che la Commissione europea aveva proposto qualche anno fa? Si trattava di finanza produttiva e non speculativa che avrebbe dato un grande stimolo alla realizzazione delle nuove infrastrutture e alla modernizzazione del sistema produttivo, creando sicuramente nuovo reddito e una qualificata occupazione, soprattutto per tanti giovani lasciati allo sbando fuori dal mercato del lavoro.<br \/>\nNon vorremmo che nel nostro paese il recente aumento delle bollette energetiche e delle tariffe autostradali, non certo giustificabili, fosse funzionale al fantomatico obiettivo dell&#8217;inflazione al 2%.<\/p>\n<p><strong>*gi\u00e0 sottosegretario all&#8217;economia &#8211; **economista<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Newsletter &#8211; Anno XVIII &#8211; n. 355 del 17 gennaio 2018<\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Mario Lettieri* e Paolo Raimondi** Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, e la presidente della Federal reserve<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":99,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[3,15,4],"tags":[11,12,10,7,9,13,8,6,14],"class_list":["post-96","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-mario-lettieri","category-newsletter","category-paolo-raimondi","tag-banca-centrale-europea","tag-bce","tag-debito-pubblico","tag-economia","tag-finanza","tag-inflazione","tag-macroeconomia","tag-q-e","tag-quantitative-easing"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lnx.societalibera.org\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/96","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lnx.societalibera.org\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lnx.societalibera.org\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.societalibera.org\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.societalibera.org\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=96"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/lnx.societalibera.org\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/96\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":101,"href":"https:\/\/lnx.societalibera.org\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/96\/revisions\/101"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.societalibera.org\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/99"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lnx.societalibera.org\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=96"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.societalibera.org\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=96"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.societalibera.org\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=96"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}